Cabozantinib: nuova chance in oncologia NET

La Commissione Europea ha approvato cabozantinib per il trattamento dei tumori neuroendocrini avanzati (NET), pancreatici ed extra-pancreatici, non resecabili o metastatici, ben differenziati, in progressione dopo almeno una precedente terapia sistemica non basata su analoghi della somatostatina. Si tratta della prima terapia sistemica autorizzata nell’UE per questa indicazione, indipendentemente da sede e grado del tumore.

L’approvazione si basa sui risultati dello studio registrativo di fase III CABINET, che ha coinvolto 298 pazienti suddivisi in due coorti: NET pancreatici (pNET) ed extra-pancreatici (epNET). Nella coorte pNET, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana è stata di 13,8 mesi con cabozantinib rispetto a 4,4 mesi con placebo (HR 0,23; IC 95% 0,12–0,42; p<0,001). Nella coorte epNET, la PFS mediana è risultata di 8,4 mesi contro 3,9 mesi (HR 0,38; IC 95% 0,25–0,59; p<0,001). Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quanto già noto, senza nuovi segnali di tossicità.

Cabozantinib è una small molecule inibitrice multichinasica che agisce su recettori chiave come VEGFR, MET, RET e la famiglia TAM (TYRO3, MER, AXL), coinvolti in angiogenesi tumorale, metastasi, resistenza ai farmaci e modulazione del microambiente tumorale.

Questa approvazione risponde a un bisogno clinico non soddisfatto, in particolare per i pazienti con NET polmonari, per i quali il 27% non disponeva di opzioni terapeutiche approvate in caso di progressione. Secondo Sandra Silvestri, Chief Medical Officer di Ipsen, “la natura complessa dei NET e la mancanza di innovazione hanno avuto un impatto significativo sui pazienti, sia dal punto di vista mentale che fisico. Cabozantinib rappresenta un’opzione terapeutica unica, semplice ed efficace in un’area con poche alternative e, in alcuni casi, nessuna”.

I dati presentati al congresso ASCO 2025 hanno inoltre evidenziato un mantenimento o miglioramento della qualità di vita correlata alla salute nei pazienti trattati con cabozantinib rispetto al placebo.

Con questa approvazione, cabozantinib entra nel panorama terapeutico dei NET avanzati come nuova risorsa in seconda linea, offrendo prospettive concrete per una popolazione oncologica spesso priva di alternative valide.

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