Linfoma di Hodgkin avanzato: efficacia e sicurezza a 10 anni per l’approccio PET-guidato. I risultati dello studio HD0607 presentati all’EHA 2025

All’EHA Meeting 2025 sono stati presentati in sessione orale i dati di follow-up a lungo termine dello studio multicentrico italiano HD0607, disegnato per valutare l’efficacia di una strategia terapeutica adattata alla risposta precoce nei pazienti con linfoma di Hodgkin classico (cHL) in stadio avanzato.

Lo studio, condotto tra il 2008 e il 2014, ha coinvolto 618 pazienti ed è il primo trial prospettico ad adottare un disegno PET-guidato con un follow-up mediano di 10 anni. I pazienti inclusi avevano completato due cicli di ABVD ed erano stati stratificati in base ai risultati della PET2: quelli PET2-positivi (Deauville score 4-5) venivano indirizzati verso un’intensificazione della terapia con schema BEACOPP, mentre per i pazienti con massa linfonodale voluminosa (LNM) è stata valutata l’efficacia della radioterapia di consolidamento alla fine del trattamento.

A un follow-up mediano di 120 mesi (range: 1-191), i risultati confermano la validità dell’approccio PET-adattato. La sopravvivenza globale (OS) a 10 anni è risultata pari al 92,1%, mentre la sopravvivenza libera da progressione (PFS) è stata del 77,6%. Analizzando i sottogruppi, la PFS a 10 anni è significativamente inferiore nei pazienti PET2-positivi rispetto ai PET2-negativi (56,7% contro 83,1%), a conferma del valore prognostico precoce della PET.

Uno degli obiettivi dello studio era anche valutare l’impatto della radioterapia di consolidamento nei pazienti con LNM. I dati aggiornati confermano l’assenza di beneficio in termini di sopravvivenza per i pazienti che avevano una PET/CT negativa alla fine del trattamento, suggerendo che l’irradiazione possa essere evitata in questo sottogruppo senza compromettere gli esiti.

Per quanto riguarda la sicurezza a lungo termine, il profilo di tossicità si conferma favorevole. Sono stati riportati 25 casi di neoplasie secondarie (16 tumori solidi e 9 ematologici), pari al 4% dei pazienti valutabili, con un’incidenza cumulativa stimata a 10 anni del 3,4%. Non sono emerse differenze significative nel tasso di secondi tumori maligni (SPM) né tra i pazienti trattati con schema BEACOPP né tra coloro che avevano ricevuto o meno la radioterapia di consolidamento [HR 0,54 (0,16-1,81)].

Anche gli eventi cardiovascolari sono risultati poco frequenti: 14 casi (2% della popolazione), con un’incidenza cumulativa a 10 anni del 2,2%. Nessuna differenza significativa è stata rilevata tra i sottogruppi PET2-positivi e PET2-negativi o tra i due bracci relativi al trattamento della massa linfonodale voluminosa.

Nel complesso, i dati a lungo termine dello studio HD0607 confermano che la strategia terapeutica guidata dalla risposta precoce alla PET/CT consente di ottimizzare il bilancio tra efficacia e tossicità, riservando l’intensificazione terapeutica ai pazienti a più alto rischio e limitando l’esposizione a trattamenti potenzialmente dannosi nei soggetti a buona prognosi.

I risultati, coerenti con quelli di altri studi PET-adattati con follow-up più brevi, rafforzano il ruolo della PET precoce come strumento centrale nella gestione personalizzata del linfoma di Hodgkin avanzato.

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